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Anime nomadi

È più vivo che mai e l’attivissima Fondazione che porta il suo nome e che la fi­glia Dalia, Paolo Dal Bon e Do­lores Redaelli animano con en­tusiasmo, fatica a dirimere il traffico dei diritti di quelli che vogliono diventare Gaber su poster, borderò e coscienza.

Non erano pezzi legati al­l’attualità politica ma privata e sociale, nascevano bisogni e soddisfazioni interiori che re­stano intatti; e forse perché i vizi italiani sono i più resisten­ti, i suoi motivi conquistano i giovani: cosa c’è di più pro­fondamente superficiale che farsi uno shampoo’

Pur diversissimo, si sintonizza su quella lunghezza d’onda, co­sì come fanno i suoi grandi fan Gioele Dix («Se potessi mangia­re un’idea») e Claudio Bisio; tra poco anche Maddalena Crippa debutta con un recital tutto canoro chiamato «E pen­sare che c’era il pensiero», Alle­gri recita la prosa del «Dio bam­bino », mentre Barbareschi e Noschese hanno ripreso il «Ca­so di Alessandro e Maria» (e l’attore lo traduce in inglese).

Ma non è solo lo spet­tacolo «dedicato a», è il fatto che i suoi pezzi, i suoi modi di dire (quello che è di destra e di sinistra, tormentone acquisito da destra e sinistra!) i suoi dub­bi, sono entrati ex aequo nel cuore e nel cervello.

Fonte: www.corriere.it

November 11, 2009 - Posted by | Uncategorized |

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